XVIII

By Guido Cavalcanti

Noi siàn le triste penne isbigotite,

le cesoiuzze e 'l coltellin dolente,

ch'avemo scritte dolorosamente

quelle parole che vo' avete udite.

Or vi diciàn perché noi siàn partite

e siàn venute a voi qui di presente:

la man che ci movea dice che sente

cose dubbiose nel core apparite;

le quali hanno destrutto sì costui

ed hannol posto sì presso a la morte,

ch'altro non n'è rimaso che sospiri.

Or vi preghiàn quanto possiàn più forte

che non sdegniate di tenerci noi,

tanto ch'un poco di pietà vi miri.