XVIII

By Ludovico Leporeo

O tu, che con istile imo e pedestre

Le fortune dei re narri sinistre,

Di pianto in vece riso somministre

Negli atri ampi teatri e meste orchestre.

Cigno non sei già tu, ma graolo alpestre,

Emolator de l'armonie gallistre,

Indegno è il canto tuo che si registre

Su le colonne del ben dir maestre.

Per eternarti stampa non s'inchiostre,

Né con arte gentil libraio industre

T'indori i fogli e i bei zagrini inostre.

Ti circondino il crin bacche ligustre,

E Appollo a dito schernito ti mostre,

Non cantor, ma disnor di scena illustre.