XVIII
Chi già mentito senz'alcun ritegno
nel trentasette, s'io l'ho bene a mente
avesse, che tu mai esser valente
atto non fussi in questo canto degno;
e non mosso da 'nvidia né da sdegno
come sai che si fa per la più gente,
voglio al giudicio star d'ogni intendente:
ché di quel tale e colonna e sostegno
tu esser dèi, e con tal pazïenza
quanto si de' per uom ch'abbia intelletto,
né portargli odio o fargli vïolenza.
Così per quanto inteso ho ch'abbia detto
di quel fanciul la tuo propria credenza,
in questo giorno vo' sie per non detto;
ché tal nesto imperfetto
riuscirà e senza melarance:
tegnàn pur d'amistà par le bilance.