XVIII

By Scipione Errico

Il capo, ov'ha bellezza il trono alzato,

Offese ed impiagò legno cadente,

Ma rose ivi fiorir parver repente,

Come col piè di Citerea piagato.

Ah, ferir sì dovea quel sasso ingrato

Del petto, che d'amor piaga non sente.

Ma che? Fortuna or improvisamente

Degli amanti l'oltraggio ha vendicato.

Perché, spreggiando questa ogn'aureo strale,

A cieca Diva il cieco Iddio concesse

Ferir costei, ch'altri ferir non cale.

E convenia ch'ella, che atroci e spesse

Fea piaghe ai cor, per premio a l'opre eguale

Tal corona di sangue in capo avesse.