XX. - Scherzo

By Bernardo Giambullari

Ben che l'arte non sie mia

del cantar, pur canteroe;

per saper dimanderoe

per chiarir mie fantasia.

Oimè, ch'i' ho nel core

nuovamente aspro martire,

dubitando che l'Amore

m'abbi usato di tradire,

e da me voglia partire

un fedel della mie setta,

perché molto e' si diletta

a ognor far questa via.

Ben vorrei certo sapere

la cagion di tale effetto;

s'e' ci vien per suo piacere,

o per alcun suo difetto.

Se d'Amore egli è costretto,

non gli bisogna purgarsi;

s'egli ha ' sensi incensi e arsi,

purghi 'l cor con maestria.

I' ti priego, canzonetta,

che 'l tuo dire umile spanda:

alla bella pulzelletta

l'Acciaiuol le raccomanda;

di' che facci una grillanda

di vivole e gelsomini,

e con sua dolci latini

gliene doni in cortesia.