XX

By Antonio di Meglio

Ave Regina coeli, o virgo pia.

Per quella santa salutazïone

di grande amirazione,

la qual ti mandò Iddio per Gabriello,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

pel gaudio che fu in te dopo 'l sermone

e per la concezione

che seguitò, tu consentendo a quello,

me, reo peccator, miser meschinello

co' tuoi misericordiosi occhi raguarda.

Ed all'ora già tarda

soccorri cogli umil tuoi santi prieghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave Regina coeli, o virgo pia.

Pel vicitar della cognata tua,

che 'n senectute sua

già sterile il Battista concepette,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

pe' santi affetti e parlar tra voi dua,

soccorri ch'io non rua

nell'opere mie sozze, inique e infette.

Per le parole sue dolce a te dette

oltr'al saluto da l'angiolo addutto,

benedicendo il frutto

del ventre tuo, or fa' ch'a me ti pieghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave Regina coeli, o virgo pia.

Pel santo parturir tu il buon Gesue

fra l'asinello e 'l bue

in tanta estrema e lieta povertate,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

per l'ineffabile allegrezze tue

in baciar sua divina maiestate,

non guardar, priego, alla mia iniquitate;

ma, per quella infinita tua dolcezza,

mia orazione apprezza,

ch'io ne' peccati orribil non anieghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave regina coeli, o virgo pia.

Per l'offerer dell'oro, mirra e incenso,

lo qual con gaudio immenso

feceno i santi Magi al tuo Figliuolo,

o fonte d'umiltà madre Maria,

la cui misericordia quando penso

ogni mio spirto e senso

raviva e spero cancellar tal duolo,

o mio refugio, o mio conforto solo,

o mio gaudio, o mio bene, o mia letizia,

la severa giustizia

piacciati far che contro non mi alleghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave regina coeli, o virgo pia.

Per quella fé, che 'n te rimase certa

quando spersa e diserta

fu in tutt'altri, nel transir tuo Figlio,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

tempio del Redentor, per cui l'uom merta

trovar la porta aperta

del ciel e di scampar d'ogni periglio,

o mio refugio, o mio fido consiglio,

a cui sempre ricorrer prendo ardire,

non mi lasciar perire.

Tua benigna clemenza or mi si spieghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave regina coeli, o virgo pia.

Per l'ascender ch'al fin facesti al cielo

col bel corporeo velo,

in che 'l Verbo di Dio rachiuso giacque,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

raguarda me con amoroso zelo,

sì ch'allo infernal gelo

non mi conduca l'angiol che mal nacque.

Cert'io sommergo nelle profond'acque,

se non procede, e presto, il tuo soccorso,

ché in laccio son trascorso,

che fa mestier che tu, madre, lo sleghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

Ave regina coeli, o virgo pia.

Per la coronazion del divin regno,

ch'è di te fatto degno

con laude eterne del tuo onore e gloria,

o fonte d'umiltà, madre Maria,

alla qual mite e reverente vegno

pregando, o mio suvvegno,

darmi contro a' nimici miei vittoria

con intelletto, voluntà e memoria,

chiamando ch'or non nieghi i prieghi tuoi,

ma, come so che puoi,

mia alma in santa operazion colleghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi.

— Ave regina coeli, o virgo pia.

Umil madre Maria,

fa' che sotto 'l tuo manto mi congreghi,

sì che grazia dal ciel non mi si nieghi!