XX

By Giovanni Pascoli

Prima d'andare, vieni al camposanto,

s'hai da ridire come qua si tiene.

Stridono i bombi intorno ai fior d'acanto,

ronzano l'api intorno le verbene.

E qui tra tanto sussurrìo riposa

la nonna cara che ti volle bene.

O Molly! O Molly! prendi su qualcosa,

prima d'andare, e portalo con te.

Non un geranio né un bocciuol di rosa,

prendi sol un NON-TI-SCORDAR-DI-ME!

"Ioe, bona cianza!..." "Ghita, state bene!...

"Good bye". "L'avete presa la ticchetta?"

"Oh yes". "Che barco?" "Il Prinzessin Irene".

L'un dopo l'altro dava a Ioe la stretta

lunga di mano. "Salutate il tale".

"Yes, servirò". "Come partite in fretta!"

Scendean le donne in zoccoli le scale

per veder Ghita. Sopra il suo cappello

c'era una fifa con aperte l'ale.

"Se vedete il mi' babbo... il mi' fratello...

il mi' cognato..." "Oh yes". "Un bel passaggio

vi tocca, o Ghita. Il tempo è fermo al bello".

"Oh yes". Facea pur bello! Ogni villaggio

ridea nel sole sopra le colline.

Sfiorian le rose da' rosai di maggio.

Sweet sweet... era un sussurro senza fine

nel cielo azzurro. Rosea, bionda, e mesta,

Molly era in mezzo ai bimbi e alle bambine.

Il nonno, solo, in là volgea la testa

bianca. Sonava intorno mezzodì.

Chiedeano i bimbi con vocìo di festa:

"Tornerai, Molly?" Rispondeva: - Sì! -