XX

By Giovanni Prati

O traversando le romite strade,

o misurando il portico ventoso,

ogn´alto spettro, che in pensier mi cade,

vesto di note. E m´è divin riposo

la soave mestizia che m´invade,

mista a la gioia del lavor nascoso:

onde l´Imo salir, mentre il piè rade,

parmi a le nozze ascree, delfico sposo.

Altri voli in quadriga, altri la dura

prema polve de´ campi: io non agogno

che un raggio de la grande attica fola.

E così l´opra nel pensier matura:

l´opra, che vive, come un dolce sogno,

a lusingar la breve ora che vola.