XX

By Niccolò Cieco

Per saziar gli occhi miei, sospira il core:

«Alma gentil, ch'a me stesso m'hai tolto,

tanto costò il mirar del tuo bel volto

quanto ne sia mie testimonio Amore,

benché l'efigie e 'l tuo vago splendore

fu dolce e grazïoso a veder molto,

credendo rimaner libero e sciolto

dalle suo fiamme e dal piacente ardore.

Parva felicità, breve dolcezza,

un subito veder cosa serena:

così interviene a chi d'amar s'avezza.

Che val, dice il pensier ch'a ciò mi mena,

aver veduta angelica bellezza

per satisfar la voglia e crescer pena?»