XX
Per saziar gli occhi miei, sospira il core:
«Alma gentil, ch'a me stesso m'hai tolto,
tanto costò il mirar del tuo bel volto
quanto ne sia mie testimonio Amore,
benché l'efigie e 'l tuo vago splendore
fu dolce e grazïoso a veder molto,
credendo rimaner libero e sciolto
dalle suo fiamme e dal piacente ardore.
Parva felicità, breve dolcezza,
un subito veder cosa serena:
così interviene a chi d'amar s'avezza.
Che val, dice il pensier ch'a ciò mi mena,
aver veduta angelica bellezza
per satisfar la voglia e crescer pena?»