XX

By Pietro Jacopo De Jennaro

Un candido armellino in un bel campo,

più ch'altro in terra d'erbe e fiori adorno,

m'apparve un giorno in sul pogiar d'un monte.

Era l'andare suo sì tardo e grave,

che per vaghezza sempre dietro a passo

l'andai, sì che poi giunsi ad un gran fiume.

Quivi nel lido d'un corrente fiume,

spregiando ogni animal che iace in campo,

in cigno transformossi a passo a passo

né tardò multo in l'abito sì adorno,

che con la voce dispettosa e grave

cantando ritornossi a piè del monte.

In quel felice e glorïoso monte,

dove non secca mai fonte né fiume,

divenne una colomba altiera e grave,

tal che più ch'altra ogni impia valle e campo

lasciossi indietro, e 'n su quel colle adorno

n'andò veloce, a me mostrando il passo.

Io stava come l'uom che teme al passo,

mirando fiso al summo del gran monte,

quando la vidi in alabaustro adorno

farse una imagine, e qual Diana al fiume,

dove Anteon fu transformato al campo,

tal senza spirto parve bella e grave.

Ai, quanto onesta, bianca, sagia e grave

dopo si mosse con suave passo,

divenuta una donna al nostro campo,

anzi un chiar sole, che dal sagro monte

risplende al mondo sol per farlo adorno

e farlo di virtute un largo fiume.

Son gli occhi mei, per lei mirare, in fiume

conversi omai, è 'l cor doglioso e grave

tornato ond'era di dolcezza adorno,

poi che la fiera è già condutta al passo

per consomarmi sì che mai ne campo,

quantunque ancor mi volga a gir sul monte.

Né spero più nel monte mover passo

ma su nel campo pacïente e grave

far de mio fiume un mar piangendo adorno.