XX
Un candido armellino in un bel campo,
più ch'altro in terra d'erbe e fiori adorno,
m'apparve un giorno in sul pogiar d'un monte.
Era l'andare suo sì tardo e grave,
che per vaghezza sempre dietro a passo
l'andai, sì che poi giunsi ad un gran fiume.
Quivi nel lido d'un corrente fiume,
spregiando ogni animal che iace in campo,
in cigno transformossi a passo a passo
né tardò multo in l'abito sì adorno,
che con la voce dispettosa e grave
cantando ritornossi a piè del monte.
In quel felice e glorïoso monte,
dove non secca mai fonte né fiume,
divenne una colomba altiera e grave,
tal che più ch'altra ogni impia valle e campo
lasciossi indietro, e 'n su quel colle adorno
n'andò veloce, a me mostrando il passo.
Io stava come l'uom che teme al passo,
mirando fiso al summo del gran monte,
quando la vidi in alabaustro adorno
farse una imagine, e qual Diana al fiume,
dove Anteon fu transformato al campo,
tal senza spirto parve bella e grave.
Ai, quanto onesta, bianca, sagia e grave
dopo si mosse con suave passo,
divenuta una donna al nostro campo,
anzi un chiar sole, che dal sagro monte
risplende al mondo sol per farlo adorno
e farlo di virtute un largo fiume.
Son gli occhi mei, per lei mirare, in fiume
conversi omai, è 'l cor doglioso e grave
tornato ond'era di dolcezza adorno,
poi che la fiera è già condutta al passo
per consomarmi sì che mai ne campo,
quantunque ancor mi volga a gir sul monte.
Né spero più nel monte mover passo
ma su nel campo pacïente e grave
far de mio fiume un mar piangendo adorno.