XXI (25)

By Luca Contile

se stupisci e ammiri

le mie tante fatighe, i miei sudori,

non creder ch'a la robba e ch'agli onori

alcuno stolto pensier mi sproni e tiri.

Non più di cibo tal pasco i desiri

né più di vanità sento gli ardori,

che del mio petto sono usciti fuori

al fervor de' celesti miei sospiri.

Già son più giorni che mi trasse e mesi

da la via torta al sentier buono e dritto

quel che saluta i suoi con dura sferza.

Così gli piaccia mantenermi accesi

gli spirti, fin a l'ultimo conflitto,

il cui terrore a vigilar mi sferza.