XXI

By Camillo Scroffa

Quando io scriveva al suon de la testudine

ne l'idioma de la bella Hetruria

elegi mesti con extrema incuria

sol per sfogar l'interna amaritudine,

certo se havesse havuto contitudine

che fosser grati a la romana curia

non sarebbe di lor tanta penuria,

e scritto havrei con più sollicitudine.

Hor che 'l mio incendio è extincto, al qual coi flebili

carmi pur dava qualche refrigerio,

in van le voci al suon modulo e tempero,

ché, destituto del favor pierio,

trovo sol aspre rime, impropie e debili:

questo è ch'in voi, signor mio, non obtempero.