XXI
S'io mai tornassi a dir per aventura
che sempre stando a cose gravi intento
Platone essercitò la mercatura,
Signor Casal, per Dio, siate contento
di non rider così come rideste
dui anni son, se ben me lo ramento,
perché voi martedì, quando diceste
che variava il sol dal corso usato,
né rider, né ghignar pur mi vedeste.
Nondimen quel ch'io dissi ho ritrovato
scritto in più lochi, ma quel che voi dite
esser non può, non che giamai sia stato.
E la ragion ch'allegar voglio udite,
anchor ch'espressa con rozze parole,
che ben giudice havrà la nostra lite.
Ritrovo appresso de i gentili il sole
l'ordine suo non haver mai fallito
fuor che tre volte in sì gran tempo sole.
L'una alhor fu, che il buon Giove invaghito
d'Alcumena, e disposto di volere
satiar per un tratto il suo appetito,
al sol fe' comandar ch'entro a piacere
posasse per tre dì, né mai dovesse
dar luce uscendo a le celesti sphere,
ma che la notte in sua vece scorresse
con l'ali brune, acciò che l'orizonte
per tutto oscuro in tanto rimanesse.
L'altra poi, quando mal resse Phetonte
il carro, onde percosso in Po cadeo,
più d'un fiume havend'arso e più d'un monte.
Di Thieste la terza e fu d'Atreo
nel tempo, alhor che indietro immantinente
tornò per non veder caso sì reo.
Ma queste di poeti e simil gente,
son fittioni, anchor che allegoria
sotto vi può trovar chi vi pon mente,
né questa volta l'intention mia
fia di mostrar che tante fittioni
modi son da insegnar philosophia.
Sol cerco di provar con più ragioni
che il sol non rompe l'ordine suo mai,
sempre usando egualmente e freno e sproni.
Ma pur due volte il sol coi chiari rai
ruppe l'ordine suo: la prima forse
per dare a i Cannanei gli ultimi guai,
alhor che preghi a Dio sì giusti porse
il successor di quel cui del mar l'acque
fecero strada, e il suo popol soccorse;
l'altra poi quando a morte Ezechia giacque,
che d'accrescergli vita al Re superno,
perché giusto il vedea, tre lustri piacque.
Ma tanto e tal mistero io non discerno:
basta che fur miracoli, e di questo
la cagion sai Tu sol, gran Padre eterno.
Da queste volte in fuori è manifesto
ch'ei servò sempre il termine prefisso
senza mai gir più tardi o gir più presto.
E quando il vero Iddio fu crucifisso
per far capaci noi de l'alto regno
e liberarne dal profondo abisso,
se ben per non mirar quel fatto indegno
la faccia si coprì d'oscuro velo,
non per questo passò d'un giota il segno.
Non è moto del sole, anzi del cielo,
quel che da l'Indo al mar d'Hesperia il porta,
sia lungo o corto il dì, sia caldo o gielo;
ma il suo proprio camino è per via torta,
piena di varie genti e d'animali,
cui fa l'Aurora sua per tutto scorta.
Troppo lungo saria dir quanti e quali
sian questi, che a veder sol fan terrore
con venenose code e corna e strali.
Tra quei sen va sicuro a tutte l'hore,
ma giunto al Cancro e poscia al Capricorno,
ritorna per non far passando errore.
Per questo hor lungo habbiamo, hor corto il giorno
come anchor gli altri, eccetto quei che fanno
là sotto a l'Equator sempre soggiorno.
E queste cose sì com'hora stanno
stêro anchor sempre, onde secondo il corso
del sole accommodar gli antichi l'anno.
E se d'alhora in qua par che sia scorso,
da l'anno, e non dal sol, nasce il difetto,
ch'error non può nel sole esser'occorso.
Se fosse a l'anno di servir constretto
il sol, come al contrario in tutto avviene,
sarebbe troppo il sol vile e imperfetto,
ma non si può conciar l'anno sì bene,
né terminar può in hore, né in minuti,
onde per forza variar conviene.
Quella giunta d'un dì par che l'aiuti,
come l'aiuta, ogni quart'anno in vero,
ma non però mai son del par venuti.
Dunque il sol mai non varia, o Cavaliero,
benché talhor paia il contrario a noi,
perch'ei non esce mai del suo sentiero.
Ma se vi par sì variar da poi
che acconcio è l'anno, se com'era in prima
si ritrovasse, or che direste voi?
Altro instromento che scalpello e lima
fa di bisogno per giustar le rote
ch'egual sia l'anno al sol per ogni clima.
Ma tal soggetto esprimere non puote
così a minuto la mia lingua, e tanto
più ch'io non ho ben le materie note.
Però molte ragioni hora da canto
lasciando, sol dirò che quando Numa
vestito in Roma fu di regal manto
veduto havreste alhor venir la bruma
hor di sestile, hor di novembre, e il maggio
dormirsi hor nudo e hor carco di piuma.
Onde per far che l'anno egual col raggio
gisse del sol, quel Re giunse duo mesi
ai diece, né però ben tolse il saggio.
Trovo poi che in diversi altri paesi
vario termine a l'anno era prescritto,
com'eran varii e le misure e i pesi.
Tre mesi era in Arcadia, era in Egitto
quattro, e sei poscia a gli Acarnani appresso,
e di tredeci anchor si trova scritto.
Or sì ch'avreste in questi lochi espresso
del tempo il variar con gli occhi visto,
cosa che a pena si comprende adesso.
Del che poi che si fu Cesare avvisto,
si dispose di mettervi la mano,
alhor che fatto hebbe del mondo acquisto.
E volendo far questo, il gran romano
non tirò indietro il sol, non spinse innanzi,
c'havria gettata la fatica in vano,
non lo fe' gir più presto o più tardo, anzi
l'anno corresse, onde l'error nascea,
cagion c'hor l'un nel corso hor l'altro avanzi.
Ma perché in una volta non potea
sì ben formarlo che quadrasse a punto,
per emendar l'error ch'antivedea
constituì ch'ogni quattr'anni aggiunto
vi fosse un dì; né par ch'anco si senta
che possan terminare ambo in un punto,
ma di tanto maggior l'anno diventa
che il sol d'un giorno col suo corso avanza
ogni cento venti anni o cento trenta.
Che non sia vario il sol dunque ho speranza
che mi crediate, visto che da lui
sempre osservata fu l'antica usanza.
Ben son tre cose che fan spesso altrui
prender' error, col girsi imaginando
che il sol vacilli, e vacillamo nui.
Cesare alhor provide a l'una, quando
il bissesto ordinò, perché in quattr'anni
sei hore un giorno intero van formando.
L'altra avvien per che par che si condanni
l'opinion che sian quest'hore tante,
benché di poco l'inventor s'inganni.
Pur quel poco indugiar fa che più avante
gir devria l'anno, ma non da quel ch'era
rimane il sol men fermo e men constante.
Queste son due, la terza in tal maniera
va lenta, che in mill'anni a gran fatica
si può comprender ne l'ottava sphera.
L'intercalar quei mesi, che l'antica
gente facea, poi che il costume è tolto,
non fa bisogno ch'altramente io dica.
Quel variar, secondo anchor che molto
danno non faccia, pur l'anno si vede
troppo ristretto, e vorria gir più sciolto.
Ciò di far Leon Decimo già diede
speranza alhor, che in sì fiorita corte
ritrovò sempre la virtù mercede,
ma dissegno sì bel ruppe la morte.