XXI

By Luigi Pulci

I' ti darò poi, ser, del ciullo ciullo,

ché tu se' come l'asin fra gli artisti

et canti per b molle un dirupisti,

ch'i' non ci so il più dolce et bel trastullo.

La sera che 'n sul canto, reo fanciullo,

per arte di maiolica apparisti,

de, dimmi un poco,

Perché mancava uno a fornire il rullo?

Et non mancava (intendi?) Salamone,

tanto ch'i' t'ho poi al balzo anch'io spectato

per farti bene hor scorgiere un buffone.

Ché questo è proprio il tempo acomodato,

come si dice della incarnatione,

ché tu se' dalle mummie già apostato.

Proprio a·lloro un ducato

caldo ancor della stampa della zecca,

un prete–salta–in gabbia che sel becca.

La gabbia anche ha cilecca,

d'aspectar tanto questa bella al ballo,

dipinta in punto come il pappagallo.