XXI

By Pietro Bembo

Grave, saggio, cortese, alto signore,

lume di questa nostra oscura etate,

che desti ´l mondo e ´l chiami in libertate

da servitute, e nel suo antico onore,

solo refugio in così lungo errore

de le nove sorelle abandonate,

figliuol di Giove, amico d´onestate,

per cui ´l ben vive e ´l mal si strugge e more,

o Ercole, che travagliando vai

per lo nostro riposo, e ´n terra fama

e ´n ciel fra gli altri Dei t´acquisti loco,

sgombra da te le gravi cure omai

e qua ne ven, ove a diletto e gioco

l´erba, il fiume, gli augei, l´aura ti chiama.