XXI

By Scipione Errico

Donna, deh qual influsso o cagion rea

Avvampar fece il tuo pomposo tetto?

Forse l'accese il mio focoso petto

Ardente più de la montagna Etnea?

Forse geloso questo albergo avea

Per sua fucina il dio del foco eletto,

Però che al vago, ed amoroso aspetto

Ti stimò la consorte Citerea?

O pur di tue bellezze acceso amante

Venne a te pien di fiamme e di furore

Come a Semele pria Giove tonante?

No, no, che de' begli occhi al caro ardore,

Ed invaghite del tuo bel sembiante,

Queste mura insensate ardean d'amore.