XXI

By Auteur inconnu

Tal commedia esemplo sia

a qualunche onor disia.

Quanti son suti ingannati

dalle false meretrice,

giovanetti innamorati

reputando esser felice;

qual di Panfilo si dice

che fe’ Bacchide suo moglie:

però guardi chi ne toglie

prima ben quel che la sia.

Chi vuol far simil mestiere,

si consigli e sbarri gli occhi:

queste false pollastriere

qual fu Sira questi sciocchi

al boccon com’i ranocchi

van pigliando a tutte l’ore,

e di poi visto l’errore

sempre vivon con resia.

Come gli hanno scosso ’l pesco

come ’ncontro già piú volte,

d’allor dicono «i’ sto fresco»:

l’eron prima sute colte;

e così se n’è disciolte

molte già sendo legate:

quando sono adoperate

non può esser che non sia.

Chi non sa buono ’l proverbio

che si dice: «gioco tuoi»;

quand’è fatto a salincerbio

non v’è piú la voglia poi

come ’ncontro a certi buoi:

per aver una lor dama

non han cerco onore o fama

né che dota vi si sia.