XXII. - Canzonetta delle giovani cantatrici
Chi vuol udir cantare
suoni un po' la suo scarsella,
imperò che 'l suon di quella
ci fa tutte rallegrare.
No' siàn tutte pulzellette
che cantiàn per puerizia,
con le nostre canzonette.
- Diana, giovani, letizia -.
No' andiàn sanza malizia
alle voglie del compagno:
ogni cosa per guadagno
par che sia lecito fare.
Per le varie condizione
Son variati gli appetiti;
no' sappiàn varie canzone
pur da nozze e da conviti.
Questi giovani puliti
vaghi son di cose nuove:
chi vuol nulla, accenni dove
e' gli giova di toccare.
Sappiàn quella de' lupini,
ch' è una bella canzona,
e per men di se' quattrini
non la diremo a persona.
Quella dell'ulive è buona;
così quella del beccaio;
e dell'altre più d'un paio
ce ne debbe ancor restare.
E c'è una canzone degna
per chi è mal maritata:
chi non sa, quella gl' insegna
com' ha esser consolata.
E' ce n'è una brigata
che d'udirla assai ne giova:
per poter farne la prova,
or chiedete qual vi pare.