XXII

By Benedetto Biffoli

Po' che pregato i' son, che deggio i' fare

al gentil priego che mi pare onesto?

Benché rozzo d'ingegno, sarò presto

e canterò d'amor senza tardare.

Amato amante un dolce amor ben pare;

ma suggetto cortese, ardito e presto

convin che sia chi è prima richiesto,

gentile, uman, benigno in suo parlare,

sempre seguendo grazïosa insegna

d'amor, che a nullo amato amar perdona,

amando amante ch'è d'amar sì degna.

E se null'altra cosa vi consona,

ferma benevolenzia sempre regna

fra due amanti degni di corona.

La tuo gentil persona

ben veggio coronata d'onestate,

che lega ogni mie forza e libertate.