XXII

By Feo Belcari

Non giova il suon della lira d'Orfeo,

seguendo tu le tue stultizie inorme,

ma l'antiquo avversario, che non dorme,

fé cader già molto maggiore Anteo.

El tuo vecchio costume iniquo e reo,

al vizio pronto ed a virtù disforme,

più presto l'altrui sante e giuste forme

disfar potrebbe, che mutar suo neo.

Non che non possi tua voglia seguire,

ma 'l tuo matto pensier superbo e vano,

congiunto alla viltà di core infermo,

ti fa tra' ciechi in tal modo insanire,

che fuggi ogni tuo bene, e stai lontano

da chi ti sanerebbe di tal vermo.

Io ti giuro ed affermo

che se non lasci tue usanze prave,

presto in tal mar romperà la tua nave.