XXII
Amor, che con sua forza e virtù regna,
nel summo cielo ardendo sempre vive
e l'anima gentil di lui fa degna,
regge mia vita e quel che la man scrive,
dimostra el cuor divoto a sua deitade
e del suo regno el fa ministro e cive.
Amor vol fede e con lui son legade
speranza con timor e gelosia,
e sempre con leanza umanitade.
Unde sovente per Rachele a Lia
fa star suggetta l'anima servendo
con dolce voglia e con la mente pia.
Così si pasce, di sua fiamma ardendo,
il cuor che onestamente Amor nutrica,
con sua vaghezza nei suspir languendo.
Supporta angosia in pace e gran fatica
per conservar della sua cara amata
el digno onor e la sua fiamma antica.
Amor è come gemma in or legata,
che mai non perde sua gentil natura,
ma più lucente è sempre e più preziata.
Non è, come altrui pinge sua figura,
crudele, iniusto, faretrato e nudo,
né ha de' suoi suggetti poca cura;
anzi è di vera pace eterno scudo,
vestito de virtute e gentilezza,
ma, contra ogni lascivo, alpestro e crudo;
né senza il suo bel lume alcuna altezza
in ciel fia degna o nel terrestre mondo,
né val di donna, senza lui, baldezza.
Amor fa con audacia l'uom facondo,
cortese, umano, e di costumi ornato,
e 'l cuor dov'el si possa fa iocundo.
Premio non cerca, regni o alto stato,
ma sol bontate e un disio amoroso,
con pura fede, l'uno o l'altro amato.
Onesta leggiadria, un cuor vezzoso,
un parlar dolce, un animo sincero,
un vago remirar tutto piatoso
son le catene und'el si fa mainero;
nel foco ardente e' con dolcezza abrusa
temprando sue saette e l'arco fiero.
De lui presumo in questa mia confusa
e bassa rima le sue laude alzare,
se 'l suo favor alla mia debil musa,
porgendo mi farà di lui cantare.