XXII

By Giuseppe Parini

I' muoio alfine; alfine, o cruda Eumolpi,

su quest'umide reti entro a la barca

giacer mi vedi, e te non fia ch'io incolpi,

che d'un freddo sospir mi se' ancor parca.

Non temer più del mio tridente i colpi,

squamoso gregge; alfin colui sen varca

ad altro lito, che di tenie e polpi

ogni nassa traea dall'onde carca.

Toglietevi, o compagni, or le mie canne

(ah mille volte le lor cime a voi

veder curve sia dato!) e le mie reti.

Questo legnetto sol meco verranne,

per varcare, atra Stige, i gorghi tuoi,

quando Caronte a un sì infelice il vieti.