XXII.

By Giuseppe Parini

L'arbor fatale che di rami annosi

Tanta parte del ciel coperta avea;

L'arbor che impuro asil d'augei schifosi

Atra e mortal d'intorno ombra spandea;

L'arbor che pregne di veleni ascosi

Ma lusinghiere poma altrui porgea;

L'arbor sotto del qual lieti riposi

Prender sicura l'Empietà solea,

Pur cadde al fin! Dell'aspra doglia insano

Il Re d'Averno con immonde trame

Tentò impedir la sua rovina in vano.

Bello il veder con pronte accese brame

L'alme Virtudi e il gran Pastor Romano

I lor colpi alternar sul tronco infame.