XXII.

By Giacomo Leopardi

Che fortuna è la mia? Che deggio fare,

Ch'ogni hom quasi m'adita, accusa e scaccia;

Perché l'animo preso non se slaccia

Da gli occhi che han facto inamorare?

Ond'io disposto son sempre adorare

La vaga vista e l'angelica faccia

Che mille volte il dì m'arde et aghiaccia,

più me contrista e fame ralegrare.

Sai ch'io farò? Io seguirò mia stella,

E la turba bestial parli al suo modo

In cui non nacque amor né virtù mai.

Io seguirò la più vaga e più bella

Donna che mai nascesse, et a suo nodo

Non voglio libertà né da soi rai.