XXII

By Luigi Da Porto

Poi che 'l frutto gentil, che di voi nacque,

Spogliandosi il mortal s'è fatto eterno,

Ponete fin al vostro duol interno;

A cui vel diè, per sé ritorlo piacque.

Onde, in terra morendo a noi, rinacque

Novo angeletto in ciel del Re superno,

E d'esto mondo, anzi di questo inferno

Si partì lieto, dove mesto giacque.

Non rigate di pianto il vostro volto:

Fele non più, ma sol ambrosia il pasce;

Né turbi il suo gran ben tanto dolore.

Molti chiaman felice chi non nasce;

Ma io ben dico in mille doglie avolto:

Beato quel che pargoletto more.