XXII

By Scipione Errico

Lasciò gli dardi, e con un dente Amore

Colpi mi diè più velenosi e fieri,

E riconobbi a pien con mio dolore

Come gli altri armi suoi son men severi.

Già seminò di Colco il vincitore

I denti, e n'uscir fuor strani guerrieri,

E posto un nobil dente entro il mio core,

Sorgon mille amorosi alati arcieri.

Novo dardo d'Amor, dardo potente,

Hai tu le penne d'un gentil cinabro,

E la piaga, e l'aita unitamente:

Perché con vaga industria Amor il fabro,

Mentre ferisce un vezzosetto dente,

Pose la medicina entro quel labro.