XXIII (27)

By Luca Contile

L'alma tua gran vertute è puro e fermo

splendor di bene, è d'alta gloria essempio,

privazion d'ogn'affetto amaro e scempio

e contra ogn'atto vil libero schermo.

Indi piglio io come mortale e infermo

norma di mia salute, indi il cor empio

di cristiani concetti fassi tempio,

ivi il sol sei ove io la vista fermo.

Poi mi rivolgo al primo sole ond'ebbe

principio il tuo, e grazia di far lume

al tenebroso mio sviato core,

e dico: o quanto il secol nostro debbe

a te, piatoso onnipotente nume,

poi ch'Alfonso ci insegna a farti onore.