XXIII.
Crin d'oro crespi, inanellati et tersi,
più ch'ambra chiari, e più che ' l sol lucenti,
per quai, mentre al mirar fur gli occhi intenti
ad aure calde, il freddo cuor apersi.
Onde avvien che per voi gli occhii miei fersi
d'Amore et di fredd'acque due torrenti,
onde avvien che per voi sospir cocenti
traga mai sempre, e l'alma habbia dolersi.
Creddo ch'Amor in voi, le face, e i strali
nasconda, con i quai fiere et incende
quelli che di vedervi hanno diletto,
sol posso dir che colpi aspri e mortali
nel mirar voi sentomi far nel petto
e flamma nascer ch'ad ognor l'accende.