XXIII

By Benvenuto Cellini

Creatore immortal, che 'n sempiterno

fu la tua gloria, né prencipio o fine

aver non puoi ne l'opre tue divine,

governi 'l cielo e superi lo 'nferno,

quei che di mal oprar abito ferno,

né credono alma, né del corpo fine

prigion de' vizi, e quelle peregrine

alme c'han 'l cuor purgato in te sol fermo,

ben mi sovien di Roma il carcer vano

da quel Paul, che sol mosse avarizia:

piatoso ti scopristi allo innocente.

Signor, tu vedi ciò che noi facciamo;

del carcer d'or tu sai quanta ingiustizia,

e so che 'l languir nostro in te si sente.