XXIII

By Domenico di Giovanni

O Montevarchi, o castel mio dell'oro,

ch'avanzi, per beltà, ogni reame

di balli, canti, feste, ninfe e dame,

che par di ciel disceso il divin coro,

In te è la ricchezza e 'l bel lavoro

di che l'uom fa ogni dì nuove trame

d'acconciatur di coccole e fogliame,

che quanto più ci sto più m'inamoro.

In te son belle donne, alte ed oneste,

e fanciullette candide e lattate

da conservarle a' tempi per le feste.

In te son gemme e perle in or legate,

fermagli, balze e tante varie veste

con ricami ricchi ingrillandate.

Augellette tarpate,

con lor han sempre la saetta e gli archi

da inamorar Firenze in Montevarchi.