XXIII
Non sazio di rapir lane a gli armenti,
a le Tigri, a Pantere orridi velli,
Barbare piume a Messicani augelli,
sviscera il Lusso ancor Vermini spenti.
Mostran filate l'arie, orditi i vènti
le sete in sottilissimi capelli;
che quanto velan men, tanto più belli
stima il guardo profan suoi ornamenti.
Tiranna Vanità di che ti pregi?
Le pompe al fragil corpo offri in tributo,
e lasci l'alme ignude in mezzo a' fregi.
Confonderti ben puoi, ché un vil rifiuto
di escrementizio Verme ammanta i Regi;
e più Cesari veste un picciol bruto.