XXIII

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Di sì splendid'or vago

men volass'io dipinte ambedue l'ale;

o così pur dolce ago

avessi il mio cor frale,

che nel mio FIOR di lampi, al cielo uguale,

un sol breve mattino

tal grazia Amor mi dessi,

io pur chiuso mi stessi umile e 'nchino;

se non di suo divino io mi pascessi

fresco amoroso gielo,

dolce stillato in lui dal terzo cielo.