XXIII

By Giovanni Prati

La celia è fiore che spunta a bacio,

più bel, se in ombra solitaria brilla:

ell´è frescura di tacito rio

in quella parte là quando zampilla:

ell´è tripudio d´uccellin che trilla

dopo la pioggia sul ramo natio:

ell´è d´arcane ceneri favilla,

cara favilla, e ti conosco anch´io!

Quando il cor, di tristezze a sé men fabbro,

tregua del suo martìr prende alcun poco,

tu mi baleni, o favilletta, al labbro.

Tu mi baleni, e via fuggi col vento;

ma, consolato del tuo dolce foco,

torna il cor, meno immite, al suo lamento.