XXIII

By Ludovico Leporeo

Per lodar Milla in dolce suon forastico

Le tosche rime e i lazî carmi mestico

Con metro di Libetro ed anapestico,

E sgombro il tetro umor dal cor fantastico.

Quindi è che non tem'io d'Omeromastico,

Né ai parti miei di strazio rio tiestico,

Cibandomi di nettare pancrestico,

D'ambrosia aonia, e di pierio essastico.

Per eternarmi, notte e dì sofistico,

Con satirica sferza i Zoili frostico,

E fo striderli in tuon più che coristico.

Ma non mi sdosso il foco onde mi brostico,

Né lo mi allenta incanto cabalistico,

Ché penar per amore è il mio pronostico.