XXIII.

By Luigi Tansillo

Quanto a voi deve il grande augel di Giove,

Che, col favor di vostre ardite antenne,

Spinge sì lunge l'onorate penne,

E vede nove terre, ed onde nove?

Per voi, Signor, sen vola in parte, dove

Mai più presso al Sol gli occhi non tenne,

Da che, scacciato dal suo nido, venne

A rifarlo colà, donde oggi move.

L'Ellesponto allargossi, e onor li feo;

Strinsersi insieme, e chinâr l'alte cime

Quante montagne abbraccia il vasto Egeo.

A Caria, a Frigia, a quanto il Turco opprime,

Diè speme di spezzar giogo aspro e reo,

E il mondo ornar de le sue leggi prime.