XXIII

By Pietro Bembo

Del cibo, onde Lucrezia e l´altre han vita,

in cui vera onestà mai non morio,

l´un pasca il digiun vostro lungo e rio,

donna più che mortal, saggia e gradita.

L´altro la faccia bianca e sbigottita

dal tuon, che qui sì grande si sentio,

depinga col liquor d´un alto oblio

e vi ritorni vaga e colorita.

E ´l terzo vi stia inanzi a tutte l´ore,

e s´aven che Medusa a voi si mostri,

schermo vi sia, che non s´impetre il core.

Per me si desti tanto il mio Signore,

ch´io trovi loco in grembo a´ pensier vostri,

tal che ´nvidia non basti a trarmen fore.