XXIII

By Remigio Nannini

Lontan da le fiorite amate sponde

Muovo doglioso e sospirando i passi

Sopra le spalle e i crin, tra sterpi e sassi,

Del vecchio monte che 'l mio sol m'asconde:

Gl'occhi più spesse ognor, più calde l'onde

Versan dolenti affaticati e lassi,

Carchi d'oscurità, di luce cassi;

Et io privo di fior, carco di fronde.

Ma s'a guisa del troppo audace figlio

L'usato suo sentier non erra il sole,

E con sua luce il ciel più lieto adorni,

Spero cangiare in più sereni giorni

I giorni foschi, e ' pianti e le parole

A l'apparir del mio gradito Giglio.