XXIII

By Scipione Errico

Per mia prigion, anzi per mia ventura

Mi diè leggiadra cameretta Amore.

Cameretta gentil, che dentro e fuore

Ha d'eccelsa beltà nobil pittura.

Di molle argento la formò natura,

Ostro vi sparse entro il natio candore,

Ed industre ogni parte, ogni colore

Giunse con amorosa architettura.

Per albergo sì caro, e sì prestante

Con le tre Grazie sue la Dea vezzosa

Abbandonò la region stellante.

E se non che va intorno, e mai non posa,

Per dir tanta beltà la fama errante,

Tra sì bella magion starebbe ascosa.