XXIV
Cor mio doglioso, ov'è la vostra fida?
ov'è la mia compagna? ov'è 'l mio duce?
ove son gli occhi, che con chiara luce
sempre mi furno specchio e buona guida?
Ov'è quella piatà, ch'a nostre strida
già fu sì larga? Or sapra' chi riluce
l'alta bellezza, or dove si riduce,
o in che parte il mio signor s'anida.
Tu sai che questo tempo è d'ambo voi,
com'io gli offersi già con tuo licenza,
quando prima ti piacque i suo be' rai.
Lei dunque cerca e 'ngegnati, se puoi,
condurla teco, ché, tornando senza,
non sperar pure in casa entrar più mai.