XXIV

By Ludovico Leporeo

Mille inventai, stampai carmi pindarici,

Non tetrici, anzi metrici ed omerici,

Agli amici poeti, e preti, e cherici,

Non a' critici scitici tartarici.

Questi son versi tersi, e non barbarici,

Che fan stupir, stordir li neoterici,

Muti gl'Ipparchi e gli Aristarchi iterici,

Cui do da bere al mio bicchiere agarici.

Non gli aita acquavita d'aspergirici,

Non sorbetti o confetti pittagorici,

Né ai loro spasmi cataplasmi empirici.

So ch'io sarò lodato in canti dorici

Da' miei forlani paesani illirici,

Tra 'l Vipao e 'l Timao de' Monti Norici.