XXIV

By Mariotto Davanzati

Tanta alta groria spesso al cor m'accende

l'esser da sì begli occhi preso e morto,

che nel nostro vïaggio ombroso e corto

non so s'alcun giammai maggior la prende.

Allor l'alma s'adira e mi riprende

di mia doglienza e porgene conforto,

dicendo: «Or puo' tu ben vedere scorto

quanta superna grazia in te discende;

ché fra cotanto numer di mortali,

dopo sì lunga età, n'ha dato il cielo

questa sola fenice del suo regno.

Ella già da volar t'ha dato l'ali

per seguir lei, e tolto agli occhi il velo,

che già ti fé d'etterna vita indegno.