XXIV

By Scipione Errico

Lilla, che per un suo bel giocatore

Lo spirto avea tra duri lacci avvinto:

Teco spende, diceva, il mio Giacinto,

Felicissima palla, i giorni e l'ore.

Palla, imago sei tu di questo core,

Ch'a lui sen va dal bel desio sospinto,

Ma, lasso, in un momento indietro è spinto

Da la candida man priva d'amore.

Aventuroso globbo, a te pur lice

Toccar la bella e delicata mano,

Ciò ch'a ben mille amanti, ohimè, disdice.

Ogni globbo immortal del ciel sovrano

Brama col tuo sì degno, e sì felice

Il suo stato cangiar, ma brama invano.