XXIX

By Agnolo Firenzuola

Da le belle contrade, che di vecchie

Han titol, ove i miei più gioveni anni

Lieto passai tra gli amorosi affanni,

Come ne' colli iblei d'april le pecchie;

Donna di sì gran suon piene ha l'orecchie

Agli Afri, ai Scoti, a gl'Indi, a gli Alemanni,

Che s'uguale al pensier vestisser panni

Mie rime in lei ne spenderei parecchie.

Ma che bisogno ha Febo che i suoi rai

Al mondo mostri alcuno? Il grande Omero

Si sdegna se vil pica il porta in becco.

Dunqu'ella, ch'ogni onor vince d'assai,

Se stessa lodi, e de l'altro emispero

Odrà a gli accenti suoi risponder Ecco.