XXIX
Donna gentile e di benigno aspetto,
fra l'altre un sole, un grazïoso lume,
mi porse in vista sì nobil costume
ch'i' corsi a rimirare il volto e 'l petto.
I' non potrei racôr quel c'ho già detto
d'alcuna bella in sì piccol volume,
quanto costei trapassa il fonte e 'l fiume
di leggiadria e di parlar corretto.
La bella forma del natural viso
di questa virtüosa e chiara donna
mi mostrò pien d'amor süave riso;
e senti' dir parole sotto gonna,
che m'han dal corpo el cor tratta e diviso,
umil, piatosa, splendida colonna.
Io la chiamai madonna
di me suggetto, e mie cara regina,
nel grembo di cui sta l'alma tapina.