XXIX

By Domenico da Prato

Amor, se mai per alcun tempo infondi

gentilezza e virtù, dove tu regni,

nello angelico aspetto i modi e i segni

or mostri chiari, né tua luce ascondi.

L'alma, che ne i martir dolci confondi,

orna in se stessa li soventi sdegni,

vinta da loro in fin che la sovvegni;

ma, dopo i primi, teme più i secondi.

Così spera temendo qual sia il fine

tanto desiderato in questa luce

oltra mirabil, luminosa e bella.

Ricevi omai con tue grazie divine

il cor mio, che ti chiama guida e duce,

anzi del corso suo l'unica stella.