XXIX
Quasi in sull'otta che 'l celeste raggio
il vago giorno dopo l'alba induce,
avendo acceso già con la gran luce
le tenebre, per far l'alto viaggio,
Uno spirto pueril, altero e saggio,
nudo m'apparve, imbendato in luce,
signor di molti e di se stesso duce,
mostrando aver mio sonno in grande oltraggio.
Alato mi parea di vaghe piume,
e fiamme gli uscian fuor delle mammelle
d'egual natura, e non d'egual ardore.
Quelle del cor assai rendean men lume,
ma più calde e pugnenti eran che quelle
del lato destro di quel mio signore.