XXIX
Perda ciascuna madre el caro figlio,
e d'ogni seme fiere e serpe naschi,
e tanto il sangue l'un dell'altro paschi
che 'n vista tenga il mar sempre vermiglio;
venga spin velenoso ciascun giglio,
el sol nimico al ciel pien d'ombra caschi
e non sia gioco ove piatà s'intaschi,
né sanza gelosia di gran periglio;
non si sent'altro che lamenti e doglia,
strida, pianti, sospiri, ira o isdegno,
fuoco, forza, rapina, , odio e rabbia;
e chi veste mortal terrena spoglia
venga di crudeltà sì forte pregno
che sol dell'altrui mal vergogna s'abbia.
Pien di marcia e di scabbia
fugga ciascun da chi gli può dar pace,
poi che fuggendo el mio signor mi sface.