XXIX

By Ludovico Leporeo

Musico son col colascion, non erro,

Canto il tenor di Polidor Ramirro;

Vo alla scuola spagnuola di don Pirro

E le lizzioni per le chiome afferro.

Ha voce gaia di ghiandaia o verro,

Che mangia l'erba acerba, il mio glisirro,

Senz'oglio e sal, ché pate mal di scirro,

Che frange le castagne arroste in ferro.

Io però pan di gran voglio cottorro,

Ciambelle con offelle intinte in burro,

E ghiotto gatto il mio pignatto sgorro.

Dietro al bon vin qual mosciolin susurro,

E al caratello di Chiarello corro,

Né mi pare in volgare esser tamurro.