XXIX

By Luigi Da Porto

Spirto gentil, ch'or mostri aperto segno,

Non pur te sol, ma tua città onorando,

Che lei colma di guerra abandonando

Teco recasti di virtù gran pegno;

Anzi pur qual Bïante d'onor degno,

Ogni van bene al foco, al fer lassando,

Il ver nel sen portasti, e nudo andando

Più ricco se' ch'altro d'or carco e pregno;

Se a reverirti ancor non venni, come

Fôra il devere, incolpa il mio destino,

Che mal mio grado a te mi tien lontano.

E vagliami appo te, che sempre al nome

Et al tuo aspetto insieme alto et umano

De la mia mente le ginocchia inchino.