XXIX

By Mariotto Davanzati

Lo stato mio è sì dubbioso e fosco,

e di scuri pensier l'alma è sì 'ngombra,

ch'i' fermo e passi spesso, e 'l core adombra,

perché né me né altri ancor conosco.

Né mai per fame uscì lupo di bosco,

come è carco di sdegno el petto; sgombra

levasi a volo, e io rimango un'ombra:

e' si pasce di speme, e io di tosco.

L'alma, per ritornare onde ella venne,

dal corpo stanca già prende comiato;

egli, smarrito, sì né no risponde.

Taccia Medea e l'africane penne,

ché nessun siccom'io malmeritato

né fu, né è, né fia in terra o 'n onde.